I primissimi abitanti della Valle (VI Secolo a.C.) sarebbero appartenuti alle tribù liguri dei Vagenni, e forse anche ad altri gruppi migranti celtici. Le tracce della colonizzazione romana, che probabilmente si limitò a controllare l’accesso alla Valle con un presidio presso Piasco, sono molto scarse. Per tutto il primo millenio l’unico evento di rilievo locale fu, tra storia e leggenda, l’invasione di predoni arabi (i cosidetti saraceni) e della loro cacciata alla fine del primo millenio. Nella prima metà del XIV secolo si stabilisce un assetto politico stabile con la bassa e media Valle in mano al Marchesato di Saluzzo mentre l’alta Valle passa sotto la corona di Francia, godendo di ampia autonomia riconosciuta alla cosiddetta Repubblica Brianzonese degli Escartouns.

Nei decenni tra il XV ed il XVI secolo vi fu una grande fioritura artistica ed architettonica, ma nei due secoli sucessivi comparvero carestie e pestilenze che misero a dura prova la sopravvivenza degli abitanti della Valle. In seguito i Savoia riuscirono ad estendere il loro dominio su tutto il territorio della Valle mediante campagne militari che vedevano contrapposto lo stato sabaudo alla Francia. Infine nel primo e econdo conflitto mondiale gli abitanti della Valle pagarono un altissimo tributo in vite umane. Solo negli anni ’60 e ’70 si è presentata l’opportunità di una rinascita della Valle Varaita sia per le potenzialità turistiche sia per vere proprie “nuove” colonizzazioni.
La Valle Varaita è una valle della Provincia di Cuneo, che si sviluppa dai 400 metri di altitudine di Costigliole Saluzzo ai 2.748 metri sul livello del mare del Colle dell'Agnello, valico con la Francia (regione del Queyras). La valle è interamente percorsa dal torrente Varaita.
Il Monviso (3.841 m.) è il simbolo della valle, che a Casteldelfino si biforca nei valloni di Bellino e di Pontechianale. Insieme al Monviso, laghi, antiche borgate e boschi fanno della Val Varaita una delle più interessanti valli dell'arco alpino. Il patrimonio artistico e culturale, legato alla religiosità popolare, è testimoniato da santuari, piloni, chiese e cappelle di epoca romanica e gotica.

Sotto l’aspetto amministrativo la Comunità Montana della Valle appartiene alla Regione Piemonte, Provincia di Cuneo. Geograficamente la Valle è localizzata nel pieno delle Alpi occidentali ed è lunga una cinquantina di chilometri scendendo dallo spartiacque di confine con la Francia fino alla pianura di Saluzzo. Il corso del fiume Varaita, che ha un prevalente andamento da ovest ad est, divide il territorio in due versanti contrapposti: l’adrech o adrit, esposto a sud, più aperto ed assolato, e l’ubac, rivolto a nordo, più ripido e selvoso. La zona in cima alla Valle è caratterizzata da un ampio bacino idrografico modellato dal ghiacciaio che dal Monviso si estendeva, in epoche remote, nei valloni di Chianale e Bellino, giungendo sino a metà della Valle. Di tale antica conformazione, rimangono tracce nei laghetti glaciali e nelle imponenti morene detritiche ai piedi del Monviso. Un ambiente spesso aspro e meravigliosamente selvaggio che tuttavia i pini cembri del Bosco dell’Alevè, spesso associati ai larici, sono riusciti a colonizzare fino a quote molto elevate.
le attività umane presenti nella Valle sono l’allevamento del bestiame, con la pratica estiva dell’alpeggio, e la coltivazione di vigne e di frutteti nel fondovalle. Sono da segnalare, inoltre, piccole industrie ed imprese artigianali, sia giovani che di tradizione più antica, molto floride.
L’attività turistica e l’artigianato ed il commercio indotti da essa sono prevalenti nell’area di Sampeyre, dove si praticano anche sport invernali; similmente a Sampeyre, anche Chianale e Pontechianale godono di una discreta affluenza turistica sia in inverno che d’estate.
Colpisce senz’altro il visitatore della Valle Varaita la presenza di un gran numero di edifici di culto cattolici: imponenti chiese parocchiali di pregiata fattura, “Piloni” votivi o semplici cappelle campestri. Essi danno risposta ad una antica esigenza della religiosità montana di cercare aiuto e protezione nei confronti di un ambiente che è sia meraviglioso ed affascinante, ma anche ostile e selvaggio. In molti casi, queste strutture sono collegate a feste religiose che si celebrano ogni anno con particolare enfasi e che rappresentano per le piccole comunità locali una bella occasione di incontro ed aggregazione, che non si esaurisce nelle funzioni religiose, ma dura l’intera giornata.
